articolo tratto dall'editoriale di Games Village:
http://www.gamesvillage.it/news/editorials/detail[n=13974].html
"Come il buon Lazzaro, anche Unreal Tournament 3 si è alzato e ha ripreso a camminare. Anzi, ha fatto di meglio: ha cominciato a correre, e di brutto. Quando è uscito un anno e mezzo fa, nonostante il nome, nonostante fosse un titolo tecnicamente più che valido, il successo non gli ha certo arriso: ricordo i primi dati di vendita, riportati anche dall'ottimo articolo su Rock, Paper, Shotgun, che parlavano di meno di quarantamila copie vendute in un mese. Poi è uscita la versione PS3, e "misteriosamente" le cifre sono arrivate al totale di un milione e duecentomila pezzi "shippati", ossia consegnati nei negozi. Che non significa necessariamente "venduti".
Poi più niente. O quasi. Fino a un paio di settimane fa, quando ha debuttato su Steam Unreal Tournament 3 Black Edition, che sostanzialmente contiene il gioco originale e l'add-on Titan Pack, a cui si sono affiancati i fine settimana di gioco gratis, durante i quali si scarica l'intero package, che può essere "riscattato" il lunedì mattina al 40% del prezzo originale, ossia dodici euro.
Risultato? I giocatori sui server sono aumentati del DUEMILA per cento, e le vendite sono andate talmente bene che UT3 è schizzato ai vertici delle classifiche di vendita di Steam delle ultime settimane. Per un titolo dato per morto e sepolto un anno e rotti fa, direi che le cose sono andate più che bene. E questo ci porta ad almeno tre considerazioni.
La prima, di cui parla per l'appunto RPS, è il fatto che un titolo sia riuscito ad avere successo a diciotto mesi da un lancio tutto sommato dimenticabile. Questo può voler dire, anche se non sarà sempre così, che i publisher potranno pensare di correre qualche rischio in più nelle proprie proposte sapendo che la vita di un gioco non si esaurisce nelle prime due settimane dalla sua uscita, ma che è possibile recuperarlo (e alla grande) anche in un secondo momento. UT3 Black Edition insegna che è possibile qualche azzardo in più e superare le logiche conservative che tengono in ostaggio noi e i publisher.
La seconda è che tutto questo non sarebbe stato possibile senza Steam. Sbloccare il gioco completo per due giorni, ribloccarlo alla fine del week-end, aggiornamenti automatici e quant'altro sono al momento appannaggio della distribuzione digitale. Che ci piaccia o no, la strada sembra essere segnata.
A questo si aggiunge l'ultima considerazione, altrettanto ovvia ma che merita di essere sottolineata: il prezzo drasticamente calato. Che piaccia o no (e solo ai publisher, questa volta), sessanta o settanta euro per un videogioco sono tanti. Troppi. UT3 non è il primo caso di gioco mega-scontato che vende un botto solo dopo il calo di prezzo. Un motivo ci deve pur essere.
Assisteremo a qualche altra "rinascita" nei mesi successivi? Quali titoli vedreste bene nei panni di nuovi Lazzaro pronti a rialzarsi e camminare con le proprie gambe?"